Mi diletto nel sogno.
Il sogno è sopravvivenza ed in certi periodi della vita va bene anche questo.
Ed il tempo perduto?
Ci penserò quando mi presenterò il conto.
Per il momento quell'Io è messo a tacere.
categoria:malesseri, paure, bestemmie
Mi diletto nel sogno.
Il sogno è sopravvivenza ed in certi periodi della vita va bene anche questo.
Ed il tempo perduto?
Ci penserò quando mi presenterò il conto.
Per il momento quell'Io è messo a tacere.

Provo vergogna per me stessa se penso a chi lascia la propria terra per procurarsi il pane, mentre io mi sento triste e malinconica per un trasloco di appena 200km.
Ma ciò che non si decide è più difficile da accettare, al di là delle distanze.
(foto scattata da Goodkid)
Sfottenti, aggressivi perchè bugiardi consapevoli, ma sempre alla moda. Rispetto agli oppositori sempre un passo avanti su taglio di capelli e look. Sono i giornalisti marchio Mediaset, un pò come quello visto ieri sera nel programma tv AnnoZero, probabilmente una delle ultime puntate.
Ieri sera c'era anche una ragazza toscana, sostenitrice del PD, che piangeva e, sforzandosi di mostrare un sorriso ha detto: "Non siamo tutti toscanacci, purtroppo...". Pur non avendo colpa vorrei scusarmi con questa ragazza. Ti chiedo perdono e compassione per i miei corregionali che, da secoli, sono merde seccate al sole.
Marco Travaglio - Viva zapatero di Sabina Guzzanti
Io credo che l'opposizione non ha ancora capito quasi niente, io sono convinto che se domani tornassero gli attuali leader dei partiti rifarebbero il 90% degli errori che hanno fatto anche prima del '96 e cercherebbero semplicemente di piazzare di nuovo i loro uomini.L'opposizione non capisce che qui ci vuole il cambio di un paradigma, qui ci vuole una rivoluzione nel sistema televisivo italiano, loro devono rinunciare al potere televisivo.
Zapatero è andato al potere e immediatamente ha iniziato l'abolizione della legge che consentiva al primo ministro di nominare i vertici della televisione pubblica. Io spero che questo sia un processo irreversibile, cioè che la gente lo chiederà anche in Italia, quando sarà caduto il regime, se mai cadrà, perchè non credo che sia più tollerabile che i partiti nominino la televisione pubblica. Credo che sia quello il problema che prescinde da Berlusconi, perchè la RAI se l'erano mangiata molto prima che Berlusconi pensasse di fare politica. Lui poi è intervenuto approfittando di questa che era una situazione che altri avevano creato. Questa è la ragione per cui i partiti del centrosinistra non ti vengono dietro quando fai questi ragionamenti; perchè non lo trovano affatto strano.
Enzo Biagi intervista Montanelli
http://it.youtube.com/watch?v=i1cRuGnP30Y
Intervista ad Indro Montanelli
http://it.youtube.com/watch?v=xy6EHGs2X2Y
Fa piacere leggere i commenti di una persona che sa descrivere, esprimere un'opinione, analizzare senza dover necessariamente offendere il prossimo. "E' un adulto", direte, "è un professionista", ma vorrei ricordarvi che, da molto tempo, entrambe le cose non sono più una garanzia. Aggiungo la copia di un articolo scritto dallo stesso giornalista sul gruppo più odiato del momento come esempio della sua educazione e delicatezza.
"Ma tanto continueranno a dire che sono soltanto ragazzini frou frou. In questo video i Tokio Hotel toccano, anzi pizzicano dolorosamente, un nervo scoperto della generazione che loro rappresentano meglio di tanti altri. Quello del suicidio. Don’t jump, non saltare. Come sono cambiati i tempi: una volta le boy band non andavano più in là di tette, culi e promesse mancate, una roba da Festival di Sanremo under 18. Adesso i Tokio Hotel sbattono in faccia a tutti la ferita profonda della generazione X incapace di fare i conti con la vita e si butta giù da un grattacielo. D’accordo, il pubblico femminile avrà la tachicardia di fronte a Bill che si sdoppia: è il cantante truccato e capellone e, allo stesso tempo, il suicida emaciato e sconvolto che piange lacrime «che gli occhi della città stanno contando». Ma la tachicardia dovrebbe venire anche a tutti gli altri, specialmente ai quarantenni, davanti ai propri figli che urlano così il loro dolore appena nato".
Paolo Giordano “ Il Giornale”
Ieri sera alle Iene servizio sulla droga in discoteca.
No, ancora peggio, servizio sullo spaccio di droghe varie da parte di minorenni ai coetanei. Prima intervista ad un ragazzo di 17 anni incappucciato, che ammette di far quello per pagare le proprie spese, di non fare altro perchè privo della voglia di lavorare e che in un mese guadagna 300euro. In sintesi un ragazzetto delinquente, senza midollo e pure fesso!!! Conosce (e descrive) le varie droghe meglio delle tabelline, ma sostiene di non volerlo fare per tutta la vita, perchè ha paura di andare in galera. Ed io che credevo fosse dilagante il senso di impunità, mi sbagliavo! O forse ha bisogno ancora di un pò di tempo? Certo! Abituato a non voler amministrare la paghetta della mamma e convinto di dover soddisfare i propri bisogni a qualunque costo, da adulto non sfuggirà alla stessa tentazione ed il nostro governo (garante di ladri, spacciatori, mafiosi, truffatori, stupratori) avrà dato il proprio contributo, facendo cadere anche l'ultimo freno inibitore di questa giovane nullità, che è appunto la paura della galera.
Ma un soggetto ancora più interessante è stato un'altra nullità intervistata, con l'inganno, successivamente. Anche lui vende pastiglie, anche lui guadagna 300 euro. Accanto c'è un "amico" che non sta bene, vomita, ma non è nulla ha solo bevuto molto; e noi ci crediamo, come no! Con le sue tasche piene di droga, l'amico ha solo bevuto troppo! Quest'altro concentrato di materia grigia dice di avere 20 anni, spaccia regolarmente, ma sostiene di essere diverso dagli altr perchè loro non hanno alcuna prospettiva per il futuro. Perchè, tu che fai? Con orgoglio mal celato risponde che lui va all'università, è uno studente. Ah, ecco! Vuol dire che ti ritroverò dietro uno sportello in banca o in qualche ufficio o meglio ancora in un ambulatorio o direttamente in ospedale con un bel camice candido come la tua anima. Già mi vedo, vecchia e malata in un letto d'ospedale, mentre mi infliggi il colpo di grazia. L'ominide universitario continua a blaterare: dice che vedere i ragazzi che stanno male non gli piace, ma se non lo fa lui lo farà qualche altro ragazzo. E la possibilità di non farlo proprio non rientra nella tua logica? E perchè non chiami le cose con il loro nome? Si chiama spacciare e tu sei uno spacciatore. E per fare questo e guadagnare i tuoi miseri 300 euro passi sopra tutto. Ma tu vai all'università ed un giorno avrai una collocazione degna di rispetto nella società, avrai la tua famigliola, una casetta, il tuo orticello da coltivare, del resto chi se ne frega!
Charlie fa surf (Baustelle)
Vorrei morire a questa età
vorrei star fermo mentre il mondo va
ho quindici anni
Programmo la mia drum-machine
e suono la chitarra elettrica
vi spacco il culo
è questione d’equilibrio
non è mica facile
Charlie fa surf, quanta roba si fa
MDMA ma le mani chiodate se
Charlie fa skate, non abbiate pietà
crocifiggetelo, sfiguratelo in volto
con la mazza da golf
alleluja alleluja
Mi piace il metal, l’r'n’b
ho scaricato tonnellate di
filmati porno
e vado in chiesa e faccio sport
prendo pastiglie che contengono
paroxetina(Io non voglio crescere
andate a farvi fottere
Charlie fa surf, quanta roba si fa
MDMA
ma le mani chiodate da
un mondo di grandi e di preti fa skate
non abbiate pietà
una mazza da baseball
quanto bene gli fa
alleluja alleluja
Maurizi Cattelan intitolata “Charlie don’t surf” nella quale un bambino è inchiodato con le matite al banco di scuola. RIVOLI (Torino) -Museo d'arte contemporanea

An inconvenient truth (Una scomoda verità) è un film-documentario che affronta l'argomento del riscaldamento globale. E' interamente basato sulla presentazione multimediale che Al Gore sviluppa in molti anni di lavoro e che diventa parte della sua campagna di informazione sui cambiamenti climatici.
Nel film-documentario vengono passati in rassegna i dati e le previsioni degli scienziati sui cambiamenti climatici; si discutono le implicazioni politiche ed economiche della catastrofe; vengono illustrate le conseguenze probabili del riscaldamento del pianeta se non ci sarà un intervento immediato a livello globale per ridurre le emissioni di CO2 nell'atmosfera; vengono mostrate le variazioni di temperatura e di anidride carbonica negli ultimi 600.000 anni; Viene spiegato come lo sviluppo economico possa essere solo la conseguenza del benessere della popolazione. A questo proposito viene mostrato come esempio il cattivo andamento della General Motors rispetto a Toyota, in relazione al diverso atteggiamento dei corrispondenti paesi verso il protocollo di Kyoto.
Il documentario si conclude con una nota di speranza e ottimismo dato che gli effetti tragici del riscaldamento globale potrebbero essere scongiurati se vi fosse una cooperazione a livello globale e l'adozione di una serie di comportamenti dei singoli individui, per ridurre le emissioni di CO2 nell'atmosfera.
Il titolo del film nasce dalla polemica di Al Gore nei confronti dei mass media , accusati di cambiare la realtà e guidare l'opinione pubblica per assecondare gli interessi delle lobby e della politica.
Un film da vedere ed, eventualmente, da divulgare.
P.S. Il dipartimento dell'istruzione Britannica ha deciso che ogni scuola del Regno Unito riceverà una copia del film. Il film farà parte di un progetto più ampio atto a svecchiare i libri di testo britannici e a renderli più in linea con le moderne teorie scientifiche sull'effetto serra (fonte: Wikipedia)
31 anni di vita e
sto bene solo quando sono sola
Non posso fare di un difetto una virtù, ma credo che ci sia una logica nella conclusione a cui sono arrivata così come apparirà logico che possiedo più colpe di chi vorrei accusare.
La realtà è che il mio percorso di vita, fino ad oggi, mi ha portata a considerare questa una verità che sento con ogni fibra del mio essere.
Mancanza di spirito di adattamento, asocialità, egocentrismo, egoismo...resta il fatto che se il rapporto con il prossimo comporta la negazione continua di ciò che sono allora rinuncio al prossimo (hanno detto: ama il prossimo come te stesso. E' vero, ma io non mi amo e non amo il prossimo).
Rinuncio alle persone che ho conosciuto con una grande facilità e, dopo, mi sento come liberata da un fardello. Se le incontro per strada evito di salutarle. E' vero, con qualcuno ho provato a mantenere qualche contatto, ma alla fine tutto torna a dare conforto alla mia verità.
Piaccio alla gente per quello che loro amano vedere in me, ed io non amo più stare con loro.
21 Maggio 2004
"La Profumeria" ha telefonato qualche giorno dopo il 26 Aprile.
...ha telefonato e la mia gioia veniva frenata solo dalla paura di non essere all'altezza di quel lavoro. Io, si io, finalmente ero riuscita a raggiungere un obiettivo, a realizzare un desiderio. Certo! Chissà se sarà tutto bello come lo immagino, pensavo, ma ce l'ho fatta ed i soldi per quel maledetto corso di trucco non saranno stati spesi invano. Potrò dire a tutto il mondo che, si è stato molto costoso, certo la preparazione alla fine era davvero scarsa, ma sono riuscita ugualmente ad ottenere un bel lavoro con il mio super-titolo di visagista. "Visage..." che parola magica! Mi da quel senso di fascino ed eleganza che sento di non possedere. Alla fine hanno chiamato! L'attesa e le mie preghiere non sono state vane ed è proprio vero: bisogna essere tenaci, caparbi, passionali e alla fine i risultati arrivano. Sarò io questa volta, la protagonista di una bella commediola a lieto fine. "...e vissero tutti felici e contenti". Io mi alzerò soddisfatta ogni mattina ad un orario un pò più ragionevole. Metterò molta cura nel vestirmi e nel truccarmi perchè, si sà, sono la visagista di una bella e grande profumeria; devo dare il buon esempio. Uscirò sicura sfoggiando un'andatura da top model e salirò in auto per andare a lavoro. Certo all'inizio la macchina sarà quella di P., ma in seguito avrò un'automobile tutta mia. Arriverò a lavoro piena di insicurezze e di entusiasmo e farò del mio meglio per farmi voler bene da tutti... no, questa volta no! Farò del mio meglio per non identificarmi più in nessuno. Vivrò la mia giornata lavorativa al meglio; crescerò professionalmente; rispetterò i colleghi, ma non mi lascerò influenzare da nessuno. Con nessuno, soprattutto, cercherò di instaurare a tutti i costi una simpatica amicizia. Ogni tanto tornerò dalle colleghe del mio vecchio lavoro, presso l'asilo nido, per salutarle; ci metteremo daccordo per vederci alle 7:30 e prendere il caffè insieme, nella cucina dell'asilo. Il momento che amavo di più. L'unico che amavo. Le colleghe si congratuleranno con me, alcune mi scruteranno e facendo apprezzamenti sul cambiamento del mio total-look, tradiranno una piccola invidia per me che ora guadagno molto di più lavorando in un ambiente pulito, profumato e raffinato. Io mi sentirò gonfia di orgoglio. Una donna riuscita! Quella che ce l'ha fatta! Quella che ora tutti citano come un esempio di tenacia che porta al successo. Quella che ha vinto!
Durante il colloquio mi hanno detto che hanno fatto di tutto per inserirmi, ma non ci sono riusciti. Una decina di ragazze ha iniziato l'affiancamento nelle diverse profumerie già da qualche settimana dopo il primo colloquio e cinque sono già state prese. Il cerchio non si è ancora chiuso, e una nuova legge consentirebbe di inserirmi come apprendista. La differenza sarebbe nello stipendio, ma la lacuna verrebbe colmata entro pochi mesi. Il fatto è che si deve creare la "situazione". Vogliono sapere, intanto, se io sarei disposta ad accettare questo tipo di contratto. Vogliono sapere se potrei licenziarmi subito. Vogliono sapere quanto tempo passerebbe. Vogliono sapere... Si, si, si, dico si a tutto. Certo, il cerchio non si è chiuso, ma non è certo che si crei la "situazione" per cui io potrei essere inserita. E poi giù con i complimenti. Sarei entrata subito se non fosse stato per questo particolare degli anni di disoccupazione. Sono una persona ricca dentro, dice, ed ho tanto da dare. Il piacere che ha provato nel vedermi la prima volta ha trovato conferma in quest'ultima. Io comprendo, non comprendo; lo saluto sottolineando che appena mi telefonerà mi licenzierò subito, immediatamente! Lui mi blocca dicendo che non vorrebbe avermi dato false speranze. Per ora la "situazione" non c'è e non è detto che si crei. Una ruota di scorta. La vincitrice, la dea, la sapiente, la saggia, l'eroina, la martire, la santa, la guerriera nella realtà è una ruota di scorta che, purtroppo, non sarà mai neanche usata. E' trascorso un mese. Il cerchio si è chiuso.